Bondone
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Immergiti nella tradizione
Uno dei borghi più belli d'Italia
Borgo di bondone
Un balcone sul lago d’idro, tra petra, storia e silenzi. Bonsone sorge su un pianoro a mezza montagna, a 720 m s.l.m., ed è il comune più meridionale della Valle del Chiese, nell’estremo sud-occidentale del Trentino.
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Un paese che ha scelto di rallentare
Ultima propaggine giudicariese verso la provincia di Brescia, Bondone conta oltre cento case addossate l’una all’altra, saldamente abbarbicate a uno sperone di roccia che si specchia nel Lago d’Idro.
Tra vicoli stretti, selciati medievali e muri segnati dal tempo, il borgo conserva un fascino autentico: un luogo che sembra aver lasciato correre gli anni senza fretta.
Oggi la modernità è arrivata anche qui, ma si intravede appena: lo sguardo resta catturato dalle antiche abitazioni, dai muretti a secco coperti di muschio e dai volti che ancora uniscono le contrade.
Dal 2018, Bondone fa parte del prestigioso club de “I Borghi più belli d’Italia”




I carbonai
Fino alla metà degli anni Settanta del Novecento, il mestiere del carbonàio è stato l’attività principale degli abitanti di Bondone. Per otto mesi l’anno vivevano sulle montagne trentine o bresciane, lavorando nei boschi.
In primavera partivano in fila: gli adulti con i ferri del mestiere, le coperte e gli utensili per cucinare; le donne con uno zaino di farina e l’ultimo nato in spalla; chiudevano il gruppo i ragazzi più grandi, spesso con un paio di caprette. Il ritorno avveniva solo in autunno inoltrato, dopo un’intera stagione di lavoro.
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gli affreschi
Fede e Festa del Voto
A Bondone la devozione si legge sulle case. Il borgo conserva numerose immagini votive dipinte sulle facciate di edifici privati: la maggior parte risale al XIX secolo, ma le testimonianze più antiche arrivano fino al XVI secolo. Molti affreschi condividono il tema mariano, legato a un evento fondativo per la comunità.
Origini della devozione
Secondo la tradizione, negli anni Quaranta del Cinquecento il paese rischiò lo spopolamento a causa della peste. Gli abitanti invocarono la protezione della Vergine e, dopo il Voto, fecero realizzare affreschi dedicati a Maria sulle proprie abitazioni. Commissionarono anche una scultura lignea della Madonna col Bambino in braccio (oggi in chiesa parrocchiale), destinata alla “cappella dei morti”, un’edicola fuori dall’abitato.
Nella prima metà dell’Ottocento, durante le epidemie di colera, il Voto fu rinnovato e nel 1855 venne istituita una processione in onore della Madonna. Il nuovo fervore portò alla realizzazione di ulteriori dipinti murali, talvolta sovrapposti a intonaci più antichi, probabilmente cinquecenteschi.
Un patrimonio collettivo
Il valore di questi affreschi non sta solo nell’aspetto artistico, spesso semplice, ma nel loro essere segni di memoria e identità, diffusi casa per casa: una testimonianza concreta della storia e della fede di Bondone.




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